La parte piemontese del Gran Paradiso è sicuramente quella meno conosciuta e battuta rispetto al Gran Paradiso Valdostano, ma non per questo motivo meno affascinante e bella. I vantaggi di trovarsi immersi nella natura in zone meno affollate di turisti e sportivi sono notevoli, infatti è molto più probabile incontrare animali selvaggi come stambecchi e camosci in queste zone più che nel versante valdostano. Logicamente il periodo migliore per questi incontri è quello primaverile con il risveglio della natura e con il maggior movimento di questi animali per i parchi. Il Gran Paradiso garantisce panorami mozzafiato e percorsi per passeggiate immerse nella natura, che difficilmente gli escursionisti potranno dimenticare. Vogliamo ricordare infatti che il Parco del Gran Paradiso è una delle più antiche aree protette nazionali, istituzione che risale ai primi anni venti. Buona regola quindi per chi percorre queste zone è il massimo rispetto della natura, cosi da mantenere immutato il paesaggio naturale preservato con ottima cura in questi anni. Da visitare sicuramente il santuario dedicato a San Besso che sorge a 2019 metri sul livello del mare. Qui è rappresentato il patrono di Ivrea, Santo molto venerato in queste zone. I percorsi che attraversano il parco sono ben curati ed organizzati anche per chi non ha molta esperienze, consigliamo comunque di consultare prima di partire le mappe ed il personale addetto alla cura del parco che saprà consigliarvi al meglio per le vostre passeggiate montane, facendovi scegliere i sentieri più adatti alla vostra forma psico-fisica. Bisogna ricordarsi infatti che siamo in alta montagna e che quindi la natura da queste parti è tanto bella quanto pericolosa per gli inesperti. Vogliamo concludere con una frase di Mario Rigoni Stern che descrive perfettamente la magia e la bellezza di questi luoghi: Come un posto sognato e non vero dove l’acqua limpida scorreva leggera tra cuscini di fiori.
Photo Credit: Giustino
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