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Italia

Alla scoperta di tesori eno-gastronomici nelle Marche


Non c’è dubbio: le Marche sono la “nuova Toscana”, come sosteneva un articolo del New York Times già qualche anno fa. Le Marche mantengono ancora l’atmosfera familiare e “disimpegnata” che caratterizzava la Toscana fino ad una decina di anni fa, prima che il desiderio di soddisfare i turisti con “qualcosa di tipicamente toscano” diventasse più importante della Toscana vera. Ed è per questo che gli itinerari dei turisti più esigenti, sia italiani che stranieri, si sono progressivamente spostati vero est, per invadere l’Umbria, fino a travalicare il confine con le Marche. E anche dal punto di vista eno-gastronomico, le Marche sono una terra ancora da scoprire e da apprezzare: l’uso del farro, nella pasta, nelle zuppe, è una specialità della cucina più antica e più povera del territorio marchigiano. Ma anche la varietà dei formaggi non manca di stupire: diversi pecorini, la casciotta di Urbino, e soprattutto il mitico e raro formaggio di Fossa, lasciato ad invecchiare in “fosse di tufo”. E per festeggiare le vostre giornate eno-gastronomiche nelle Marche, innaffiate il tutto con un bianco Verdicchio dei castelli di Jesi e un rosso Lacrima di Morro d’Alba. Per conoscere il territorio marchigiano, Urbino è un perfetto punto di partenza, ma anche i piccoli centri meno conosciuti offrono romantiche sistemazioni in agriturismo, dove magari potrete scoprire i tesori gastronomici prodotti e coltivati direttamente dai proprietari. Tra le tante piccole località dell’entroterra che possono diventare il punto di partenza per le vostre missioni gastronomiche, segnaliamo in particolare il borgo di Cingoli. Di antica origine medievale, è da sempre conosciuto come “il balcone delle Marche”, perché dalle sue mura è possibile godere di una splendida vista su buona parte del territorio marchigiano, scorgendo sull’orizzonte il Mare Adriatico.

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