Già da qualche secolo, ma con qualche interruzione, è d’uso che i papi trascorrano parte dell’estate a Castel Gandolfo a pochi passi dal lago di Albano. Non è poi una scelta casuale perchè il contesto dal punto di vista naturale è molto bello e fu apprezzato anche dagli antichi. Prima dei romani furono i latini che avevano in zona un centro importante. Dopo le prime ville isolate costruite dai potenti romani dell’epoca fu comunque l’imperatore Domiziano che in bella posizione si costruì un’estesa villa della quale rimangono però pochi ruderi in genere ubicati nei giardini papali di Villa Barberini (possedimento della Santa Sede dopo i patti lateranensi del 1929). A parte i richiamati giardini ed il Palazzo Pontificio che talora si scorge in occasione delle udienze papali, gli spazi verdi riferibili al papato sono diversi e sono il risultato di progressive estensioni nel corso dei secoli. Per quanto possa sembrare strano, la superficie di tali spazi a Castel Gandolfo è superiore a quella della Città del Vaticano e vi sono inclusi sia una piccola azienda agricola sia la Specola Vaticana. Tuttavia lo status giuridico dell’extraterritorialità ha alcune differenze rispetto a quella del Vaticano. In genere i turisti hanno la possibilità di accedere -solo in gruppi organizzati- ai giardini di Villa Barberini. Comunque è ben notevole anche il borgo intorno alla residenza papale. Oltre ai bellissimi paesaggi sul lago e le colline, vi sono delle opere d’arte (alcune del Bernini) e le passeggiate sono comunque piacevoli. Ovviamente gastronomia e vini sono quelli tipici della zona dei Castelli Romani. E non è poco. Oltre che in auto si può arrivare a Castel Gandolfo anche con il trenino della linea Roma Termini-Albano Laziale (ed in qualche tratto il percorso ferroviario consente di vedere alcuni bei paesaggi).
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